Sistemi di pulizia disponibili sul mercato
Perché Simec sconsiglia gli altri sistemi di pulizia?
La pulizia del rullo retinato è fondamentale sia per mantenere costanti le sue caratteristiche di trasporto che per sfruttarne al massimo le prestazioni nel tempo. Purtroppo, però, in molti casi il prodotto e l’impianto utilizzati possono comprometterne in maniera importante prestazioni e durata.
Pulizia Chimica (Manuale)
Nel caso in cui si utilizzino prodotti chimici applicati manualmente è importante combinare l’azione chimica con un'azione meccanica esercitata manualmente con apposite spazzole con setole finissime, effettuando l’operazione con il rullo in rotazione e cercando di effettuare l’azione meccanica con regolarità sull'intera superficie del rullo. A operazione conclusa il rullo dovrà essere immediatamente abbondantemente lavato per rimuovere l’agente caustico e le incrostazioni di materiale.
Il prodotto chimico non deve mai essere applicato sul rullo che viene poi avvolto con film plastici in quanto l’aggressione chimica sarebbe troppo forte e comprometterebbe l’integrità del rullo.
Simec consiglia questo sistema di pulizia unicamente in casi di emergenza, leggendo attentamente le istruzioni di utilizzo, adottando le corrette protezioni per le persone addette all’operazione e seguendo i consigli sopra indicati.
Pulizia Chimica (Impianti)
Questo è il più comune tipo di pulizia e viene normalmente effettuato fuori linea e con specifici impianti che utilizzano soluzioni caustiche più o meno aggressive in grado di sciogliere i residui di inchiostro presenti all’interno delle celle.
Il mercato offre diverse tipologie di impianti: alcuni prevedono l’immersione parziale del rullo nella soluzione mentre altri prevedono l'applicazione della soluzione sulla superficie da trattare per mezzo di uno specifico sistema di spruzzatori .
In entrambi i casi l’agente chimico applicato crea una reazione chimica che scioglie le stratificazioni di inchiostro; a fine ciclo il rullo viene trattato con acqua per interrompere la reazione chimica e per rimuovere il prodotto e il materiale rimosso dalle celle.
Nella maggior parte dei casi, per innescare la reazione chimica, la soluzione viene riscaldata a temperature comprese tra i 40 e i 60 gradi e questo normalmente non crea particolari problematiche a rulli di tipo convenzionale con base in acciaio ma, nel caso delle sleeve anilox e dei rulli alleggeriti in alluminio, questa tipologia di impianti può danneggiarne la struttura.
Se la temperatura della soluzione dovesse superare i 55/60 gradi e in presenza di soluzioni particolarmente aggressive, a fine trattamento il rullo potrebbe presentare alonature derivanti dal cambio di tensione superficiale dello strato ceramico.
Possiamo, quindi, sostenere che il sistema in oggetto è molto valido per il trattamento di tutte le retinature fino a 500 linee/cm per rulli convenzionali in acciaio e rivestiti in ceramica, mentre per quanto concerne le maniche il sistema può causaree problemi alla struttura stessa della manica anilox.
Baking Soda
La pulizia dei rulli anilox effettuata con baking soda presenta grandi vantaggi in termini di efficienza del sistema, facilità di utilizzo e impatto ecologico conseguente al trattamento; tuttavia, sono d'obbligo delle precise considerazioni sulla tipologia di sistemi attualmente sul mercato:
Sistemi a pressione con acqua
Per questa tipologia di impianti il trasferimento dei grani di baking soda viene effettuato con l’ausilio di acqua in pressione miscelando i micrograni direttamente sulla torcia di spruzzatura.
Con questo sistema è necessario mantenere una granulometria della polvere abbastanza consistente per favorirne il trasferimento sull’anilox con il conseguente rischio di danneggiamento delle spalle delle celle, in particolare con retinature anilox superiori alle 100 linee/cm.
Altro aspetto importante è che la parte di polvere trasferita non viene proiettata con regolarità sulla superficie del rullo e, di conseguenza, anche la pulizia potrebbe risultare non perfettamente omogenea.
Sistemi a pressione a secco
Questa tipologia di sistemi di pulizia utilizza il principio delle sabbiatrici industriali e viene oggi utilizzata principalmente da aziende che effettuano servizio di pulizia anilox a domicilio, in particolare per il settore del cartone ondulato, perché gli impianti possono essere facilmente applicati direttamente sul gruppo colore utilizzando la motorizzazione della macchina.
Il mercato offre anche impianti specifici per il trattamento dei rulli anilox fuori linea, inserendo l’anilox in appositi impianti chiusi per non disperdere il materiale nell’ambiente.
Questi sistemi raramente prevedono il recupero delle polveri, quindi il consumo di agente pulente risulta importante, in particolare se il trattamento viene effettuato su rulli di grandi dimensioni.
In molti casi, in particolare quando il servizio viene proposto da aziende esterne, si riscontrano seri danneggiamenti delle celle causati dall’eccessiva pressione esercitata in fase di pulizia e dalla elevata dimensione dei grani di polvere utilizzata; infatti, questi impianti richiedono normalmente un utilizzo di polveri di circa 100 micron di diametro, che, colpendo le spalle dell’anilox, ne compromettono l’integrità.
Sistemi in depressione a secco
Questo sistema è stato sviluppato da Simec nel 2000 e, grazie alla riduzione di pressione e a un particolare sistema Venturi, è in grado di garantire la pulizia di rulli anilox con lineature fino a 500 linee/cm senza deteriorare o danneggiare la superficie dei rulli anilox.
Le caratteristiche tecniche di questi impianti sono visibili nel sito web sotto la voce Profil.
Criogenici
Questo tipo di pulizia viene effettuata trasformando il diossido di carbonio liquido in microgranuli di ghiaccio secco che vengono poi sparati sul rullo retinato utilizzando pressioni importanti.
Questa tecnologia è estremamente valida ed ecologica per il trattamento di superfici incrostate, ma è sconsigliata per il trattamento dell’anilox in quanto in grado di rimuovere incrostazioni superficiali su incisioni solo fino a 100 linee/cm e l’impatto dei granuli di ghiaccio (la cui dimensione è superiore ai 100 micron) provoca rotture delle spalle dell’incisione, rendendo così non omogeneo il trasferimento al substrato.
Simec sconsiglia l’utilizzo di questi impianti per incisioni superiori alle 100 linee/cm e in particolare per il trattamento di anilox sleeves.
Sistemi ad ultrasuoni
La pulizia ad ultrasuoni è forse la più diffusa in particolare per l’industria dell’etichetta autoadesiva e risulta efficiente per la pulizia di rulli anilox anche di alte lineature.
Le prestazioni di questi impianti, però, sono estremamente variabili a seconda di molte componenti quali:
- La tipologia dell’impianto utilizzato
- Le dimensioni dei rulli da trattare
- La tipologia di incisione
- Il materiale utilizzato per sciogliere le incrostazioni e PH della soluzione
- La percentuale della superficie del rullo immersa nella soluzione
- La durata del trattamento
- L'energia e l'intensità delle onde sonore
- La temperatura della soluzione
Errori nel set up dell’impianto possono portare al danneggiamento della superficie del rullo, in particolare per tutte quelle tipologie di anilox che hanno fusti costruiti con matriali leggeri quali l’alluminio e in particolare per le sleeve anilox.
Rimane, comunque, il sistema più indicato per il trattamento di rulli destinati al settore etichette, in quanto le dimensioni dell’impianto e dei rulli da trattare sono molto contenute.
Sistemi laser
Il mercato offre diverse tipologie di impianti per il trattamento di pulizia anilox con raggio laser, gli impianti sono molto costosi se rapportati ad altri sistemi reperibili sul mercato e richiedono attenzione nell’utilizzo e manutenzioni frequenti.
I test effettuati da Simec hanno dato esiti molto positivi per la rimozione di diverse tipologie di materiali quali inchiostri di diversa tipologia, resine e diverse tipologie di adesivi, ma con un utilizzo prolungato del sistema sono state riscontrate gravi problematiche sull’anilox.
Il test è stato effettuato monitorando diversi rulli anilox in un preciso arco temporale, e dopo una serie di circa 20 trattamenti il rullo anilox si presentava come da fotografia.
Proseguendo il monitoraggio si è verificato che con l’aumentare dei cicli di lavaggio, il tempo di utilizzo del rullo tra un trattamento e l’altro si riduceva sempre di più e che la qualità di stampa si riduceva sino a dover rigenerare l’anilox dopo circa 30 cicli di pulizia.
Simec consiglia quindi questo sistema di pulizia unicamente nei casi in cui l’anilox venisse utilizzato per l trasferimento di resine i componenti o adesivi reticolanti, dove altri sistemi di pulizia non sarebbero in grado di rimuovere le incrostazioni all’interno delle celle.
Simec Concept
Area riservata ai clienti
manuali, problemi frequenti, pezzi di ricambio
Contatti
Simec Group Srl
Divisione Profil
Tel: +39 0331 393900
Fax: +39 0331 323382
Email: profil@simecgroup.com